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Gianfranco Trovato e il museo di Poggio Mirteto

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Il 22 luglio è morto Gianfranco Trovato, fondatore e presidente emerito di questa associazione. Studioso e conoscitore di Poggio Mirteto e della Sabina più in generale, le sue opere di approfondimento e divulgazione sono imprescindibili per chi voglia conoscere meglio il nostro territorio. Il 26 luglio Gianfranco è stato ricordato a Poggio Mirteto in una cerimonia laica, semplice e commovente, in cui hanno preso la parola in molti, amici di vecchia data e amici più recenti.

Con questo ricordo di Andrea Leopaldi vogliamo sottolineare l’impegno di Gianfranco per far nascere il Museo Civico di Poggio Mirteto: la cultura come “fare“, oltre che come “sapere“. 

 

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Gianfranco Trovato

Raccontare il rapporto che Gianfranco Trovato ha avuto con il museo di Poggio Mirteto vuol dire ripercorrere dall’ inizio la storia di questa istituzione culturale. È necessario e doveroso farlo oggi, alla scomparsa di Gianfranco, per due motivi: sia perché il tempo spesso “sbiadisce i ricordi” delle persone, sia perché molti possono non conoscere i percorsi e le lotte, spesso complicate, che si sono fatte per ottenere il museo.

Con questo piccolo scritto potrò forse ripercorrere le tappe storiche del museo ma sicuramente non riuscirò a trasmettere la passione, la dedizione e l’impegno che molti cittadini misero per aprire questo presidio culturale a Poggio Mirteto.

Il museo nasce dal “basso”, questo vuol dire che è stato voluto e sognato più dai cittadini che dalle istituzioni. Nel 1998 comunque il Museo Civico venne formalmente istituito dal Comune. La sua sede venne identificata dall’allora sindaco Giuseppe Rinaldi in un palazzo nella piazza principale, di proprietà della Provincia di Rieti. L’apertura rischiò di rimanere “su carta” se dei cittadini, tra cui Gianfranco, non si fossero impegnati in prima persona. Si decise allora di istituire un’associazione, appunto gli “Amici del Museo”, non tanto come succede in tutte le strutture culturali per “fidelizzare” i visitatori (che forse all’epoca neanche c’erano) quanto per ottenere davvero dal Comune la creazione della struttura culturale. Gianfranco Trovato, con la sua autorevolezza, era la persona più adatta per ricoprire un ruolo non solo tecnico di supporto alle attività culturali del museo, ma anche di rappresentante verso le istituzioni di tutti i cittadini che volevano un impegno maggiore da parte degli Enti.

Così si fece.

Occorreva far conoscere ai cittadini di Poggio Mirteto questa istituzione per essere più forti: Gianfranco Trovato si impegnò in prima persona in un ciclo di conferenze, nascono gli “Incontri del Sabato”. Insieme a lui, Cristina, il sottoscritto, qualche professore delle nostre scuole e pochi altri. Oggi dopo quasi vent’anni questi incontri sono cresciuti così da diventare un appuntamento atteso da tante persone ospitando grandi nomi della cultura italiana.

Occorreva combattere per non essere sfrattati dal palazzo: quella struttura ha rischiato di essere venduta per essere trasformata in appartamenti. L’associazione, presieduta da Gianfranco Trovato, raccolse più di 500 firme di persone comuni e istituzioni. Con incontri, banchetti in piazza, discussioni a volte anche accese si è ottenuto il risultato di far firmare un comodato d’uso gratuito tra la Provincia di Rieti e il Comune.

Occorreva impegnarsi per aprire, pulire, restaurare le sale del museo. L’associazione, con Gianfranco, era sempre presente. Con pochi fondi si è riuscito a rendere decoroso un palazzo non adeguato e aprirlo comunque alle molteplici attività fatte fino al 2008, anno della chiusura.

Con il raggiungimento di questi primi obiettivi fondamentali, non tanto per l’associazione “Amici del Museo” ma soprattutto per l’istituzione Museo, Gianfranco Trovato, come era nel suo carattere, si fece da parte, come presidente, lasciando spazio a nuove persone ognuna delle quali ha dato e dà il suo contributo. Lui però, ha continuato con quello che era più nelle sue corde: gli studi, diventando per l’associazione il referente del gruppo di archeologia-storia e valorizzazione del territorio, aprendo una collana di quaderni didattici, organizzando incontri, uscite sul territorio e quant’altro.

Oggi il Museo, dal 2008, è ancora chiuso. Noi speriamo che i sacrifici fatti da Gianfranco e dalle tante persone che come lui hanno creduto in questo sogno,non vadano persi.

Andrea Leopaldi

 

 

 

 

 

Author: Enrico Galantini